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Lo ha ricordato a margine del convegno cominciato alla Fiera Internazionale della Sardegna "La diffusione internazionale di una nuova cultura della legalitą e della giustizia nel Mediterraneo, Esperienze e modelli di tutela a confronto - Educazione , gius

Lussemburgo, Polonia, Romania, Regno Unito e tante altre belle esperienze da mezza Europa. Ma anche la Sardegna non ha niente da invidiare al resto del vecchio continente. Il mediatore, una figura sulla quale l'Ue ha deciso di puntare per evitare che conflitti di piccolo cabotaggio intasino i pc e gli scaffali dei tribunali, nell'isola esiste già da tempo. Sos homines de mesu erano i saggi delle comunità a cui i litiganti si rivolgevano per appianare le controversie.

Lo ha ricordato a margine del convegno cominciato alla Fiera Internazionale della Sardegna "La diffusione internazionale di una nuova cultura della legalità e della giustizia nel Mediterraneo, Esperienze e modelli di tutela a confronto - Educazione , giustizia, Mediazione" il docente dell'ateneo cagliaritano Carlo Pilia. I vantaggi della mediazione? Tempo e denaro. E certezze immediate. "L'Unione europea - spiega Pilia, docente - vuole sviluppare strumenti extragiudiziali che risolvano i conflitti. E dice che la mediazione è una tecnica di risoluzione che ha il compito di trovare un accordo amichevole con le parti. Il mediatore ha le caratteristiche giuste: è terzo, imparziale, indipendente e riservato. Lo strumento esiste: ora si tratta anche di farlo conoscere. Una questione soprattutto culturale".

La Spagna, da quanto emerso dalle prime battute dei lavori promossi dalla Camera di commercio di Cagliari che andranno avanti sino al prossimo 2 maggio, è qualche metro avanti rispetto all'Italia. Ad esempio, si sta investendo sulla figura del poliziotto-mediatore per evitare che le liti tra vicini, magari per il chiasso da movida (vedi scontri storici tra residenti che vogliono dormire e popolo della notte) possano finire in tribunale. L'iniziativa partita ieri coinvolge le Università di Cagliari e UNED di Madrid, insieme ai docenti di numerosi altri atenei italiani (Brescia, Padova) e stranieri (Spagna, Polonia, Romania, Lussemburgo, Regno Unito). Obiettivo: disegnare un percorso condiviso di educazione, formazione specialistica e ricerca in materia di mediazione internazionale, in collaborazione con il sistema camerale regionale e nazionale e con gli ordini e i collegi professionali che si confrontano sulle principali questioni poste dalla riforma europea della mediazione.(Stefano Ambu)

Fonte http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/04/28/news/la-ue-punta-sulla-figura-del-mediatore-per-alleggerire-i-tribunali-1.9127407

 

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